Non importa quanti visitatori ha il tuo sito, ma quanto ti rendono

Non importa quanti visitatori ha il tuo sito, ma quanto ti rendono

SEO

Un’attività SEO seria non si limita ad attirare gente sul sito: lavora per intercettare il giusto pubblico

C’è un errore che molti imprenditori digitali — e non solo — continuano a commettere: valutare il successo del proprio sito web in base al numero di visite. “Abbiamo avuto 5.000 utenti questo mese!”, “Il traffico è aumentato del 30% rispetto al mese scorso!” — sembrano buone notizie, ma nella maggior parte dei casi non significano nulla. O meglio: non significano nulla se non si va a fondo, se non si cerca di capire chi sono questi visitatori, cosa stanno cercando davvero, e soprattutto se sono persone in grado di generare un ritorno economico per l’attività.
Il traffico, da solo, è una metrica di vanità. Può farci sentire bene, può dare una sensazione di crescita, ma non basta a costruire un business solido. La domanda vera da porsi è un’altra: quanti di questi visitatori hanno compiuto un’azione utile? Hanno richiesto un preventivo? Hanno compilato un modulo? Hanno prenotato o acquistato? Se le risposte sono negative, allora anche 10.000 visite sono uno spreco.
Questo ragionamento vale ancora di più quando si parla di SEO, cioè di posizionamento sui motori di ricerca. Un’attività SEO seria non si limita ad attirare gente sul sito: lavora per intercettare il giusto pubblico, nel momento giusto, con le parole chiave giuste. E qui entra in gioco un episodio realmente accaduto, tanto emblematico quanto istruttivo. Un hotel aveva notato che molte persone cercavano su Google foto della sua località. Una scoperta apparentemente interessante. Così decisero di puntarci: crearono una galleria fotografica molto ricca, lavorarono sul posizionamento della frase “foto di [nome della località]”, e ottennero effettivamente un risultato. Le visite al sito aumentarono di diverse migliaia al mese. Ma le prenotazioni? Forse una o due in più. Il resto erano persone curiose, magari in cerca di ispirazione, che guardavano le immagini, forse le scaricavano… e poi prenotavano da un’altra parte, magari su Booking o su un portale concorrente.
Il problema era a monte: si era lavorato per attirare traffico generico, non intenzionato ad acquistare. Se lo stesso tempo e budget fossero stati investiti per posizionarsi su frasi come “hotel con piscina per famiglie a [nome città]” o “offerte pacchetti weekend [nome località]”, probabilmente sarebbero arrivate meno visite, ma molto più qualificate. Persone realmente interessate a prenotare. Persone con un’intenzione d’acquisto già in mente. E questo è ciò che conta.
Il valore di una visita non è nel numero, ma nella qualità. E la qualità si misura in base alla probabilità che quell’utente compia un’azione utile per l’azienda. Ogni strategia digitale, ogni investimento in Google Ads o SEO, dovrebbe partire da questa consapevolezza: non tutto il traffico è traffico utile. Non tutto quello che porta numeri porta fatturato.
In definitiva, la domanda da porsi non è “quante persone stanno visitando il mio sito?”, ma “chi sono, cosa vogliono, e sto dando loro una ragione concreta per restare e agire?”. La differenza tra un sito che funziona e uno che semplicemente “esiste” sta tutta lì. E a volte basta cambiare la prospettiva per iniziare a vedere risultati veri.

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