Google Ads e ottimizzazione SEO: quanto sono collegati

Google Ads e ottimizzazione SEO: quanto sono collegati

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i parametri che Google usa per valutare la qualità di un sito in ottica SEO sono molto simili a quelli che impiega per determinare quanto far pagare un inserzionista su Ads.

Google Ads e ottimizzazione SEO: quanto sono collegati

C’è ancora chi considera la SEO e la pubblicità su Google Ads come due mondi separati, quasi in competizione tra loro. In realtà, sono facce della stessa medaglia. E trattarle come compartimenti stagni non solo è un errore strategico, ma può anche portare a risultati disastrosi. La verità è che Google Ads e SEO sono profondamente interconnessi, e uno influenza direttamente l’efficacia dell’altro.

Partiamo da un dato tecnico: i parametri che Google usa per valutare la qualità di un sito in ottica SEO sono molto simili a quelli che impiega per determinare quanto far pagare un inserzionista su Ads. Quando si partecipa all’asta pubblicitaria di Google, il costo per clic non dipende solo dalla concorrenza e dall’offerta massima, ma anche da un elemento fondamentale: il punteggio di qualità. E questo punteggio è fortemente influenzato dalla qualità della pagina di destinazione. Se la tua landing page è lenta, poco pertinente, caotica o non ottimizzata dal punto di vista tecnico e semantico, Google ti penalizza. Non direttamente, ma indirettamente: ti fa pagare di più ogni singolo clic. Questo significa che un sito “fatto male”, anche se esteticamente gradevole, può tradursi in una campagna Ads più costosa e meno performante.

Ma la connessione tra SEO e Ads va ben oltre il solo aspetto economico. Il punto centrale è che Google non ti vende clic: ti porta persone. Dietro ogni clic c’è un essere umano con un’intenzione, una curiosità, un bisogno. Se quel visitatore arriva sul tuo sito e trova un ambiente incoerente, lento, poco chiaro o semplicemente noioso, se ne andrà. In silenzio. E tu avrai perso un’opportunità e sprecato un euro. L’ottimizzazione SEO, intesa come attenzione alla struttura dei contenuti, alla chiarezza delle informazioni, alla pertinenza delle pagine, diventa allora un alleato formidabile anche per le campagne a pagamento. Migliora l’esperienza utente, aumenta la credibilità, favorisce la permanenza e soprattutto moltiplica le possibilità di conversione. In altre parole, rende più facile trasformare un clic in una vendita, un contatto, una prenotazione.

Purtroppo, ancora oggi molte aziende investono in Ads senza curare minimamente la qualità del sito, o peggio, senza nemmeno sapere cosa succede una volta che l’utente arriva sulla pagina. È un po’ come pagare per portare gente nel proprio negozio e poi accoglierla con luci spente, scaffali in disordine e personale distratto. Funziona per caso, non per strategia.

Il consiglio è semplice: non pensare mai a Google Ads senza SEO. E non pensare alla SEO solo come un mezzo per posizionarsi sui motori. Le due cose vanno affrontate insieme, con una visione coerente e integrata. Solo così si costruisce un ecosistema che funziona davvero: che attira le persone giuste, le accoglie bene, e le guida in modo naturale verso l’azione. Perché il successo online non dipende dal numero di visitatori, ma dalla qualità dell’esperienza che riesci a offrire loro, clic dopo clic.

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