Cosa succede quando cerchi “alberghi nella città X” su Google?
Più che inseguire le parole chiave più ambite (e affollate), spesso conviene puntare su frasi più specifiche e più in linea con la propria offerta reale
Cosa succede quando cerchi “alberghi nella città X” su Google?
Molti albergatori ancora oggi pensano che basti “essere su Google” per ottenere visibilità e prenotazioni. Ma cosa significa davvero “essere su Google”? Chi c’è davvero nella prima pagina per una ricerca come ad esempio “alberghi a Firenze” o in qualunque altra città? Per rispondere a questa domanda ho fatto una richiesta molto semplice a un’intelligenza artificiale: cercare su Google la frase esatta “alberghi a Firenze” e individuare quali hotel veri (con sito ufficiale) siano presenti nei primi 20 risultati.
La richiesta escludeva ovviamente tutti i portali OTA (come Booking, Expedia, TripAdvisor), la mappa Google Hotel e tutte le schede annidate dentro altri domini. Volevo sapere quanti e quali alberghi indipendenti con un proprio sito riescono davvero a emergere nella giungla della SERP.
Ecco cosa è emerso dal dialogo.
Alla prima analisi, l’AI aveva incluso anche contenuti intermedi, come pagine di Booking o directory, che in realtà non rappresentano direttamente un hotel. Alla mia precisazione – “considera solo i siti ufficiali di hotel” – la risposta si è fatta più precisa.
Questi sono gli hotel con sito ufficiale che, al momento della verifica, risultano presenti nei primi 20 risultati organici di Google per la ricerca "alberghi a Firenze":
- Albergo Firenze – posizione 5
- MH Florence Hotel & Spa – posizione 7
- Hotel Berchielli – posizione 9
- Four Seasons Hotel Firenze – posizione 10
- San Firenze Suites & Spa – posizione 13
- Glance Hotel Florence – posizione 16
- Hotel Davanzati – posizione 18
Solo sette hotel su venti. Tutti gli altri spazi sono occupati da portali di prenotazione, siti tematici, guide, blog, risultati sponsorizzati, mappe e schede prodotto.
Questo piccolo test evidenzia un problema strutturale troppo spesso ignorato: nella SERP di Google non c’è spazio per tutti. Anche facendo un lavoro SEO eccellente, anche avendo un sito bellissimo, la prima pagina è semplicemente affollata. E per ricerche generiche e molto competitive – come “alberghi a Firenze” – la probabilità di apparire nei primi risultati è oggettivamente bassa.
Questo non significa che la SEO non serva. Significa che va fatta in modo intelligente. Più che inseguire le parole chiave più ambite (e affollate), spesso conviene puntare su frasi più specifiche e più in linea con la propria offerta reale. Un “hotel 3 stelle in centro a Firenze con parcheggio” ha meno concorrenza e intercetta un pubblico molto più vicino all’intenzione d’acquisto.
Google non è un catalogo equo. È un campo di battaglia. E chi non ne conosce le regole rischia di investire tempo e risorse su obiettivi irraggiungibili. Anche per questo motivo è importante non limitarsi a “fare SEO”, ma iniziare da un’analisi concreta e spietata di cosa si trova realmente in prima pagina per le parole chiave che interessano.
Sapere chi c’è, come ci è arrivato e se ha un sito ufficiale è il primo passo per capire se ha senso competere… o se è meglio cambiare strategia.
